VIVA IL 25 APRILE, VIVA IL PRIMO MAGGIO!

VIVA IL 25 APRILE, VIVA IL PRIMO MAGGIO!

Nei Circoli si è sempre parlato di tutto, senza tralasciare le questioni politiche e sociali. E spesso i partigiani, lavoratori, donne e uomini vi hanno trovato l'ambiente ideale per diffondere le proprie idee, combattere il fascismo e pensare e costruire la nuova Italia. Un paese che a quasi settant'anni dalla Liberazione, aspetta ancora che gli ideali di libertà e giustizia sociale possano trovare una vera cittadinanza. Il nostro augurio, per questo 25 aprile e il prossimo Primo Maggio è che nei nostri Circoli si sappia fare memoria e tramandare alle giovani generazioni un patrimonio di valori sempre attuale. Fateci sapere le vostre iniziative. Viva il 25 aprile, viva il Primo Maggio!

Eugenia Beretta ci accompagna con brani scelti nella riflessione sull'importanza della Festa della Liberazione:

Parole prese a caso, parole senza memoria, parole che si lasciano fraintendere.
Parole imprecise, numerose, affollate.
Parole urlate.  Parole inessenziali.
Parole come un fiume in piena.
Parole che scivolano via.

Parole da ricostruire.

“Il Gracco vide, dov’era lui, Orazio e Metastasio. Con chi aveva parlato, nella vigilia dell’automobile, di loro due? Con l’uno o con l’altro, egli aveva parlato tutta la sera, sempre conversava con chi si incontrava, e ora lo stesso parlava, conversava, come tra uomo e uomo si fa, o come un uomo fa da solo, di cose che sappiamo e a cui pur cerchiamo una risposta nuova, una risposta strana, una svolta di parole che cambi il corso, in un modo o nell’altro, della nostra consapevolezza.”
Elio Vittorini, Uomini e no

“Poi c'è qualche intellettuale o studente, ma pochi, qua e là, con delle idee in testa, vaghe e spesso storte. Hanno una patria fatta di parole, o tutt'al più di qualche libro. Ma combattendo troveranno che le parole non hanno più nessun significato, e scopriranno nuove cose nella lotta degli uomini e combatteranno così senza farsi domande, finché non cercheranno delle nuove parole e ritroveranno le antiche, ma cambiate, con significati insospettati.
(…) Questo è il significato della lotta, il significato vero, totale, al di là dei vari significati ufficiali. Una spinta di riscatto umano, elementare, anonimo, da tutte le nostre umiliazioni: per l’operaio dal suo sfruttamento, per il contadino dalla sua ignoranza, per il piccolo borghese dalle sue inibizioni, per il paria dalla sua corruzione. Io credo che il nostro lavoro politico sia questo, utilizzare anche la nostra miseria umana, utilizzarla contro se stessa, per la nostra redenzione, così come i fascisti utilizzano la miseria per perpetuare la miseria, e l’uomo contro l’uomo.”
Italo CalvinoIl sentiero dei nidi di ragno

ORA E SEMPRE RESISTENZA


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