CIRCOLI ATTIVI

CIRCOLI ATTIVI

Un mese fa ci siamo incontrati a Triuggio al Circolo La Canonica, c'erano una decina di Circoli.
Quindi ad Albizzate al The Family anche qui stessa quantità di Circoli.
Lo scopo di aver avviato una serie di incontri è arduo ,ma lo ritengo necessario, anzi ultranecessario!
Son stato Presidente dell'Associazione Circoli per 6 anni oggi faccio il Coordinatore per Lega Coop ma il panorama non cambia...anzi.
Sento che i Circoli possono tornare ad essere una risposta sociale diversa, in un mondo fatto di Loung bar e Mc Donald's, ma c'è necessità di confronto, di mettere sul tavolo i limiti e le potenzialità,metterci intorno ad un tavolo, quelli più attivi e quelli fermi o disorientati e tracciare un possibile orizzonte.
Ecco lo scopo, tracciare un possibile orizzonte per i Circoli Cooperativi!
Ed il mio racconto, la mia analisi a meno di cambiamenti inaspettati sarà sempre e "convintamente" la stessa: per un Circolo è difficile essere impresa ma impresa devi imparare ad esserlo.

CAMBIARE PUO' ESSERE FATICOSO MA é UN OBBLIGO.
In un ambiente socio-economico che negli ultimi 50 anni ha imposto alla società italiana adeguamenti necessari ma onerosi con: norme sul lavoro, igienico-sanitarie, fiscali e per altro verso un Mercato che ha moltiplicato gli elementi di concorrenza nel tessuto sociale, i Circoli si trovano ad operare con un quadro completamente stravolto e, se il nostro riferimento sono i bei Circoli degli anni '60 ecco che rimaniamo semplicemente inattuali e disorientati.
Tutto questo stravolgimento determinato principalmente da decisioni governative, è avvenuto senza fare distinzione fra imprese per il capitale, ed imprese sociali come i Circoli. Ma mi permetto di dire con un'assenza di tutela anche da parte dello stesso mondo cooperativo, concentrato a supportare le trasformazioni delle coop di consumo, le edificatrici e la nascita delle sociali.
Oggi noi Circoli ci troviamo ad operare con le stesse condizioni di normali imprese, ma con valori e statuti che parlano di solidarietà e mutualità, di prezzi calmierati o popolari, di aiuto ai soci ed alla rete cooperativa,dove il volontariato è stato inibito,con una clientela tradizionale cresciuta "al minor prezzo possibile", tutte ragioni che posso condividere ed anche accettare, ma per i Circoli son fatiche economiche come quelle di Ercole.

E ALLORA CHE FARE ?
La speranza di migliorare il quadro normativo non deve abbandonarci ma ad oggi possiamo vantare piccole attenzioni che non modificano la sostanza, come la definizione di Circoli Cooperativi introdotta nella nuova legge regionale sulla Cooperazione.
Le nostre radici ed anche la nostra distinzione sono presenza e attivismo sociale, ma oggi non possiamo ignorare il mercato.
Per un semplice motivo, il mercato è molto più forte, dinamico e articolato di anni fa,si modifica  in continuo ed attrae e consuma il nostro "bacino di utenza".

Ecco che occorre sempre più formare amministratori,giovani e con una visione più ampia,e introdurre pratiche di mercato più consone al panorama odierno.
Mi si dirà che oramai la maggior parte dei Circoli è con gestioni in affitto e quindi l'azione della Cooperativa, propietaria dei muri è limitata, la mia risposta è che questa è una mezza verità.
A cominciare dal contratto d'affitto,che deve tutelare l'attività della cooperativa e non inibirla,individuando spazi ad uso comune, alla consapevolezza che affittate le attività più complicate di bar e/o ristoro libera gli Amministratori a realizzare e migliorare altre attività: incontri sociali, gite e cene conviviali, attività culturali, iniziative in collaborazione con altri soggetti sociali del territorio, financhè l'avvio di attività altre e più consone ai soggetti che nel circolo si stanno impegnando: corsi educativi,assistenza agli anziani,ho conosciuto un Circolo che per anni ha prodotto il giornalino locale, questo però vuol dire vivere il Circolo Cooperativo non solo come locale del tempo libero ma anche come impresa del sociale e quindi non limitarsi nell'operare con un banco bar.
E se non posso ignorare le regole del mercato devo saper pensare anche da imprenditore. E senza favorire grandi o ambiziose progettualità, che pur possono prendere forma, vorrei rimanere nel concreto più prossimo ,quindi ribadire con forza che rimanere piccoli e soli oggi è sbagliato!
Una presenza ancora molto diffusa di Circoli in Lombardia è un'opportunità da valorizzare e una potenzialità formidabile, e pur rimanendo padroni in casa propia mettere in campo Azioni di Rete fra Circoli è un obbiettivo a portata di mano e una risposta concreta per affrontare in senso moderno il mercato.

Una rete per acquistare beni e servizi comuni, una rete che possa esprimere pratiche comuni fino ad una rete che esprima un'identità comune.
E questo si può fare già oggi.

Vittoriano Ferioli Coordinatore Dipartimento Circoli e Culturali




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