Hermada, strada privata al Teatro Franco Parenti

Hermada, strada privata al Teatro Franco Parenti

Dal 13 al 18 marzo al Teatro Franco Parenti di Milano sarà in scena lo spettacolo Hermada, strada privata di Renato Sarti, prodotto dal Teatro della Cooperativa.

Lo spettacolo immagina un immaginifico dialogo tra l’Hermada e il San Michele, due monti situati rispettivamente nei pressi di Monfalcone e Gorizia, distanti in linea d’aria un tiro di mortaio, e rievoca tutto l’orrore della Prima Guerra Mondiale, che violò i loro pendii uccidendo migliaia di giovani; anime che albergano nelle terra rossa e sotto forma di foglia, arbusto, fiore, filo d’erba, reclamano ancora oggi la vita.

Lo spettacolo rientra nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale.

Per informazioni e biglietti

Il Teatro Franco Parenti (Via Pier Lombardo, 14 Milano) è tra i teatri convenzionati con la tessera circoli.

Se si guarda fuori dai finestrini del treno che da Monfalcone porta verso Trieste, si nota una larga collina che domina gli acquitrini su cui è sorto il cantiere navale. È il monte Hermada, che nella Prima guerra mondiale divenne “la porta di Trieste”, avamposto di quella lunga linea di fortificazioni che si sviluppava fino al Trentino. Sulle sue brulle e pietrose pendici si consumò un’ecatombe di fanti italiani e austriaci, anche se la vetta rimase sempre saldamente in mano a questi ultimi. Il San Michele, invece, è un monte più vicino a Gorizia. Alle sue falde, insieme a bersaglieri e soldati provenienti dalla Calabria e da altre regioni, arrivarono dei reggimenti della Brigata Sassari, formata interamente da sardi che avevano in comune la terra, la lingua, e una durissima vita che li aveva temprati a ogni avversità. La distanza fra l’Hermada e il San Michele è inferiore al tiro di un mortaio. Durante la guerra, anche per i bombardamenti e gli incendi che ne derivavano, queste due alture erano delle grigie pietraie. Gli anni sono passati e il rimboschimento ha mutato quei paesaggi spettrali. Oggi riesce davvero difficile pensare che i rivoli carsici di quelle zone, per mesi e mesi, siano stati irrorati e tinti di rosso. Il Fato ha voluto che mi trovassi ad aprire un teatro proprio nella milanese via Hermada.
Ho visto in questa combinazione una sorta di “chiamata” a ricordare teatralmente quella immane tragedia che è stata la Grande Guerra, e l’ho fatto attraverso l’immaginifico dialogo tra i due monti.

Renato Sarti


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