Il circolo non deve essere solo bottega

Era questa una frase che un vecchio presidente (Piero Meroni) ripeteva tutte le volte che ci si ritrovava in riunione, fossero importanti o di routine. A suo tempo la trovano talmente scontata  che non capivo perché ripeterla in continuazione quasi come regola aurea. Noi giovani animatori di quel circolo avevamo visto in quel luogo uno spazio ideale per dare vita ai nostri interessi. Non eravamo lì solo per bere vino o gonfiarci la pancia di birra, la nostra frequentazione per quanto consumatori era animata da altri scopi; che erano principalmente  iniziative culturali da offrire ai frequentatori, al quartiere, ma anche alla città quando erano particolarmente di richiamo e impegnative. Sono passati ormai più di vent'anni da quando sentivo ripetere quella frase e, nell'ultimo anno quale Presidente regionale ho avuto il piacere e la curiosità di visitare diversi Circoli in giro per la regione… e, per quanto semplice o banale, purtroppo a volte mi viene da ripetere la stessa frase. Non sempre è così, ma è triste veder trasformarsi i circoli in normali bar con le pareti occupate da giochini elettronici o con due terzi del circolo trasformato in pizzeria dove entri e per quanto disorientato rimani convinto che non eri lì per mangiare una quattro stagioni. Per fortuna queste alterazioni non sono una regola, piuttosto un triste segnale che andrebbe arginato e ragionato. Quando si affida ad altri il compito di gestire le attività di bar e trattoria, gli amministratori  spesso devono investire energie nel rapporto con il gestore per evitare che il circolo si trasformi in un pubblico esercizio qualsiasi, e non sempre  si ottengo risultati soddisfacenti. Purtroppo spesso si genera uno scimmiottare di altri locali che hanno altri scopi rispetto ad un Circolo Cooperativo e si dimentica che si è una cooperativa di soci, regolata da uno statuto che dichiara l'adesione ai principi mutualistici, persegue l'interesse dei soci, della comunità e dei suoi cittadini attraverso attività socio educative e quindi a seguire nei nostri statuti si citano: cultura, aggregazione, lettura, ballo, teatri, sport, mostre e convegni, musei fino ad attività di ricerca e promozione cooperativa. E' certo che nei nostri statuti è scritto chiaro  cosa dovrebbe fare  o essere un circolo oggi: anche se si è dato in gestione ad altri, certo è difficile, faticoso, occorrono sempre nuove energie e adeguate risorse che spesso mancano, ma organizzare la visita ad un museo con una degustazione di vini in una cooperativa, coinvolgere i soci ad andare ad assistere ad uno spettacolo d'opera o di cabaret, non ci vogliono grandi risorse. Utilizzare le convenzioni della Tessera Circoli, organizzare un corso di cucina, invitare un esperto, fare una degustazione di prodotti equosolidali, produrre cultura di vario genere si può! E queste sono attività che possono offrire motivazioni per nuove partecipazioni o nuove adesioni alla cooperativa, oltre che identificare in modo diverso e originale i nostri circoli. L'Associazione sta facendo e continuerà a fare la sua parte per mettere a disposizione dei Circoli strumenti che li supportino in questo lavoro. Perché si può essere Circolo senza cantiniere, anche con il forno della pizza ma occorre non dimenticare mai da dove veniamo e perché i nostri padri si misero a fare una cooperativa per incontrarsi e stare insieme.

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