I CIRCOLI HANNO PERSO LA BUSSOLA?

É una domanda che mi son fatto in questi giorni,dopo aver ascoltato due  esperienze, in cui i Revisori di Legacoop hanno  avuto problemi a riconoscere la validità dell'attività di due Circoli cooperativi.Nei due casi, uno nel Milanese e l'altro nel Mantovano, al Presidente e ai Consiglieri, avendo affittato tutte le attività presenti: bar, ristorazione, locali e propietà commerciali, il Revisore chiedeva quale fosse l'attività e quale mutualità la cooperativa producesse per se e per i soci.E questo é un grave rischio, in cui possono cadere tutti quei Circoli che dato in gestione d'affitto locali e licenze "tirano i remi in barca" e si mettono a registrare affitti  come se fossero un'affittacamere senza sviluppare nessun'altra attività. La Cooperativa c'é ancora,ha trovato il modo di tenere aperto il Circolo, ma ha dimenticato che quel luogo e ogni cooperativa  nasce per produrre:un servizio ai soci,organizzare una vendita di prodotti a prezzi controllati, aprire gli spazi all'aggregazione, offrire servizi per il quartiere o per il territorio; può anche fare "l'affittacamere" ma é molto triste,tradisce le volontà dei soci fondatori ,le motivazioni d'origine ed il senso della Cooperativa stessa.

Può anche avere i conti in ordine ma é diventata un bar come tanti altri,anche peggio avendo perso identità e anima. Ecco perché il Revisore si é chiesto ma adesso cosa siete? Una Cooperativa o cosa? Ma la risposta non passa in cielo e non si trova nelle botti del vino,la risposta é quella data cento anni fa, da gente semplice che trovava necessario avere un luogo dove incontrarsi e manifestare i propri interessi, quindi associarsi in cooperativa per poter dichiarare attività quel loro modo di incontrarsi, offrire un qualcosa di concreto agli amici che erano anche soci, interessarsi dei problemi di tutti i giorni,del lavoro o della famiglia ma anche del paese che abitavano. Ed oggi occorre fare lo stesso,i Circoli sono luoghi sociali dove si esercitano alcune attività, attività regolate da norme e leggi che ovviamente sono molto cambiate rispetto cent'anni fa, così come gli interessi,ma la nostra "missione" non é cambiata.

Lo scopo dichiarato nello Statuto di molti Circoli Cooperativi é perseguire l'interesse della comunità alla promozione umana ed all'integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di attività e servizi socio-educativi, culturali e commerciali. Certo che ogni CdA può affittare la licenza, uno o più locali ad uso commerciale,  per assurdo affittare anche tutte le propietà e le attivita' del Circolo, ma i Consiglieri si devono chiedere se potranno ancora avere un controllo sui prezzi, cosa potranno offrire ai soci, in quale spazi si potranno ritrovare liberamente, in quali locali dare spazio alla socialità fino a quali attività possono sviluppare per rispondere coerentemente al loro statuto; diversamente avranno fatto una grande stupidaggine,( ma si può dire anche una porcata) ed avranno fatto perdere l'anima al loro Circolo.

 

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