I CIRCOLI E LA TORRE GALFA

Quindici giorni fa giovani attori, musicisti,  artisti di varie discipline, studenti e universitari, gruppi ed associazioni, vecchi e nuovi  freaks hanno occupato uno stabile di trenta piani a Milano. Lo stabile di proprietà Ligresti ed inutilizzato da molti anni si chiama Torre GALFA ribatezzato MACAO. Un'enormità di spazio vuoto da anni!

Oggi é stato sgomberato dalla polizia e la giunta di sinistra non ha potuto o voluto fare diversamente. Pisapia, sindaco piú o meno amato, ha comunque fatto una proposta: non disperdere la creatività, l'energia e la fantasia dimostrata durante l'occupazione ma trasferirla in altro luogo milanese, per la città a disposizione delle associazioni. Al luogo, le "Officine Ansaldo",il Sindaco a chiesto di accedere tramite bando di gara.

Sconcerto, perplessità, rifiuto alternato a possibilismo tra gli occupanti, ancora oggi a due giorni della visita istituzionale sono radunati in assemblea.

La proposta, seria e quasi paterna, ovviamente si scontra con tutto quello che ha voluto dire Macao in questi giorni: un'esplosione di creatività artistiche, libere, spontanee, di gruppo, senza limiti, produttrici di gioia e di ebrezza autogestita ed un pó anarchica, frequentata da migliaia di persone, un successo aggregativo, sociale e pacifico.

Cosa può la visione amica e pragmatica del Sindaco contro l'energia liberatoria di questo spontaneismo urbano?
Secondo me al momento poco, anche se la proposta é una visione lungimirante e straricca di buonsenso, perché vero che fino ad oggi la propulsione creativa sa nutrire i molti partecipanti...ma tra sei mesi o un anno...oppure  immaginiamo Torre GALFA tra due anni.

Un luogo dimentico dell'occupazione e comunque contro? Contro il sistema città, il sistema economico, il sistema delle regole e delle norme, contro chi vorrebbe un contratto di lavoro o il rispetto delle norme igieniche? Macao deve rimanere contro, se no che occupazione é? Trenta piani dove si consuma senza scontrini fiscali, si consuma gratis o dove si incassano migliaia di euro per uno spettacolo ma non si paga l'affitto e non si sa chi realmente gestisce gli incassi, dove si lavora ma senza contratto e ognuno fa da sè?  Un'ebrezza di libertà!
Potrebbe essere logico secondo il pensiero Macao, se occupo perché devo pagare un affitto o partecipare ad un bando per avere uno spazio? 
Ai ragazzi della torre dico che Macao é una bellissima ed energica vacanza, libera e creativa ma vacanza; poi si devono fare le cose serie e coerenti con la protesta, contro il precariato artistico, il disagio urbano, la mancanza di spazi. Ma se si vuole essere utili alla Città le cose serie si fanno insieme alla Città rispettando le regole che la maggior parte dei milanesi rispetta. Perché si dovrebbe offrire uno spazio gratuito senza partecipare ad un bando al di fuori delle procedure? Semplicemente perché si é molto creativi? Perché si é giovani, artisti e pacifisti? 
Ieri il Corriere della Sera citava il sistema Aniasi: voi andate lí, risistemate per bene secondo le regole il posto e il Comune per vent'anni vi lascia l'uso gratuito del luogo. Ma per risistemare appena appena un pezzetto delle Officine Ansaldo ci vorranno qualche centinaio di migliaia di Euro: ci affidiamo al puro volontariato ed a un giro incontrollato e potente di acquisti non fatturati o quasi? 

Allora io vi racconto cosa si faceva un centinaio d'anni fa.
Operai,contadini, piccoli artigiani ed anche commercianti in molti casi, si mettevano insieme e costituivano una cooperativa: un soggetto regolato per svolgere attività sociale e commerciale. Andavano davanti un notaio e depositavano uno statuto con le regole di comportamento per i soci, i clienti, i valori da rispettare e perseguire per il bene comune in regola con le leggi vigenti.
Così aprivano Circoli di ritrovo, i Circoli del dopo lavoro, spazi d'incontro dove si coltivavano gli interessi e le passioni d'allora e si tenevano i registri contabili. 
Il mondo é molto cambiato, è vero, ma le esigenze di allora, le energie del fare, del dimostrare qualcosa di nuovo del dare spazio alle pulsioni del cambiamento sono sempre le stesse, allora soffiava il vento socialista e dei grandi cambiamanti sociali, non può essere che oggi soffi solo il vento spontaneista e dei diritti gratis.
Basta beccarsi del "bamboccione"!

 

 

 

 

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