CIRCOLI E COOPERATIVE DI COMUNITÀ Un nuovo protagonismo sociale?

CIRCOLI E COOPERATIVE DI COMUNITÀ Un nuovo protagonismo sociale?

 

É un argomento oramai che percorre le stanze di Lega Coop da qualche tempo, compresi i Congressi dello scorso anno e a Marzo é approdato anche in fiera a Milano. Oggi é doveroso domandarci se i Circoli Cooperativi sono toccati da questo nuovo indirizzo cooperativo. C'entriamo qualcosa col concetto di cooperativa di comunità? Da subito mi viene da dire che già per la loro collocazione fisica i Circoli sono chiamati in causa sull'argomento, sin dalle loro origini in molti casi i Circoli si collocavano se non al centro del Paese,in borghi o quartieri popolari a contatto con la loro comunità e ne facevano parte integrante. Per anni sono stati uno dei luoghi principali della comunità dove avveniva lo scambio e l'agire sociale.

Quindi cosa dovrebbe essere questa novità dalla Comunità? Bene, sono convinto che in altre condizioni forse sarebbe un esercizio filosofico poco consono alla nostra realtà circolistica, ma siccome da tempo dichiaro in tutte le occasioni che oramai da trent'anni la forza aggregativa dei Circoli ha iniziato un percorso di dissolvimento,e le criticità si sommano sempre piú, questa delle Cooperative di Comunità può essere una grande opportunità per ripensare e ricollocare i Circoli lombardi in un progetto di nuovo protagonismo sociale. Le cooperative sono imprese di persone che si autorganizzano in forma partecipativa e mutualistica per risolvere bisogni comuni; così si sono proposti sui loro territori per buona parte del secolo scorso i nostri Circoli, e per questo motivo avevano successo e risultavano coerenti con la società d'allora. Oggi se sappiamo leggere in modo positivo il concetto di comunità chiedo ai Circoli associati,perché rimanere solo  somministratori di bevande e alimenti?(Tra l'altro per la maggior parte date in affitto).Perché rinchiuderci o aggrapparci ad attività che se non riqualificate o fortemente innovative risultano poco aggregative e poco qualificanti? Occorre invece ritrovare il ruolo del Circolo nel proprio territorio sapersi riproporre perché si fa cultura,si é attenti ai nuovi consumi etici,si é in collegamento col mondo associativo. A questa domanda alcuni nostri Circoli hanno già dato risposte interessanti, penso al  Bloom di Mezzago organizzatore di eventi musicali fuori e dentro il circolo, il Circolino di Bergamo gestore di varie attività nel circolo e in città ,il Circolone a Legnano che ha in gestione un parco cittadino ed un Auditorium,nel Mantovano dove si gestiscono campi da bocce ed impianti sportivi. Insomma chi in qualche modo si relaziona con la Comunità esce dal circolo,si mette in azione con altre cooperative o gruppi,elabora per il territorio ed i suoi abitanti. Per cui "l'argomento" non poteva non avere risposta da parte dei Circoli, anzi l'Associazione ha deciso di avviare una vasta riflessione fra tutti gli associati per rispondere alla sollecitazione che richiede il mondo cooperativo e che rivuole i Circoli nella Comunità.

 

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